COMUNICATO: IL MOMENTO DELLE DOMANDE MAI POSTE E DELLE RISPOSTE CHE NON VERRANNO

Ieri 21 febbraio in Conferenza dei Servizi la politica delle convenienze affaristiche ed elettorali è riuscita a partorire il seguente mostro:

1- il progetto definitivo disegnato dalla Italferr è sbagliato e va rifatto

2- il progetto definitivo disegnato dalla Italferr è approvato

Inutile far notare che questo fotografa la totale miseria della nostra classe politica.

Si doveva giudicare il progetto di un’opera che devasterà parte del patrimonio inestimabile di noi tutti, in barba alle aspettative sin qui generate (Ferrovia dei Due Mari, Rieti-Roma, transito merci, corse turistiche ecc.) che, è ormai evidente, non verranno affatto onorate. Si doveva giudicare un progetto definitivo della Rieti-Roma, l’opera di rilevanza nazionale… Si doveva giudicare l’operato progettuale della Italferr.

Ce li immaginiamo lì, i nostri bravi politici, a fare da giudici a quest’opera…

“Perché non c’è nel progetto definitivo il tratto Osteria Nuova – Rieti?”

“Che garanzie abbiamo che il tratto da Osteria Nuova a Rieti si possa realizzare visto che non è stato progettato a livello definitivo ma solo come preliminare?”

“Perché il tratto Passo Corese – Osteria Nuova costa quanto doveva costare tutta la ferrovia Rieti – Roma?”

“Perché il tracciato è così lento?”

“Perché è un tracciato fatto quasi unicamente di gallerie e viadotti?”

“Perché non sono state previste, nemmeno nel preliminare, stazioni intermedie per corse lente utili sia ai residenti che al traffico turistico?”

“Perché l’unico punto dove è previsto l’incrocio dei treni è in cima ad un cavalcavia di oltre 30 metri che ne pregiudica la possibilità di una stazione intermedia?”

“Perché è stato progettato un tracciato a binario unico e non raddoppiabile?”

“Perché se si tratta della Rieti-Roma, prima tratta di una futura ferrovia dei due mari, non è stata progettata per il transito delle merci?”

“Perché i 17 km che insistono sul Comune di Fara in Sabina, cioè circa l’80% del tracciato, passano sopra luoghi di culto, zone densamente abitate, siti archeologici, paesaggi straordinari, aziende agricole?”

“Perché non avete nemmeno risposto alla delibera del Comune di Fara in Sabina del 2003 che bocciava il tracciato preliminare e vi invitava a collaborare per trovare una soluzione diversa?”

“Perché l’amministratore delegato di RFI non si è nemmeno degnato di rispondere ad un appello a lui diretto dal sindaco di Fara in Sabina al fine di trovare una soluzione che non ne distruggesse il territorio, dal momento che Italferr ne ignorava le osservazioni e nemmeno si degnava di rispondere?”

“Perché? Perché?”

E soprattutto ci immaginiamo i nostri politici, dopo i balbettii di Italferr, alzarsi e con tono deciso e pieno di orgoglio affermare: “Esistevano progetti non distruttivi, con poche gallerie e viadotti, dal costo inferiore a quanto stanziato dal CIPE, che ci avrebbero assicurato una ferrovia veloce da costruire e veloce da utilizzare, con possibilità di raddoppio dei binari, con caratteristiche tali quindi di permetterci di arrivare con certezza a realizzare l’intera tratta in due o tre anni, passando per stazioni turistiche intermedie, nel rispetto del territorio e della sua vocazione turistica. Quindi, mia cara Italferr, il tuo progetto non ha alcuna ragione per essere approvato. Si proceda con l’opera secondo un altro progetto e con le caratteristiche appena enunciate”.

Purtroppo questa è pura fantasia, dal momento che presupporrebbe che i nostri politici abbiano “le palle” e ne raccontassero di meno, invece è vero il contrario, purtroppo. Tutti a sbavare davanti ai milioni di euro, frutto delle fatiche di tutti i cittadini, e all’idea di aprire centinaia di cantieri senza fine,  a tutto vantaggio di mafie e clientele, e sulla pelle dei cittadini.

Sappiate che dovrete passare sopra di noi. Vi aspettiamo.

Il Comitato Nuovo Tracciato
www.ferroviarietipassocorese.paolocampanelli.com