COMUNICATO STAMPA: IL COMITATO NUOVO TRACCIATO INCONTRA GLI AGRITURISMI E I PRODUTTORI DI OLIO DI FARA IN SABINA

Mercoledì 8 marzo alle 17.30 a Passo Corese, alla Sala 3M di largo Giulio Cesare, il Comitato Nuovo Tracciato incontra gli Agriturismi e i Produttori di Olio di Fara in Sabina.

Il Comitato ritiene che gli Agriturismi e i Produttori di Olio presenti nel territorio di Fara in Sabina debbano essere informati su ogni aspetto relativo alla costruzione della ferrovia Passo Corese-Osteria Nuova, affinché possano rendersi esattamente conto di cosa sta per succedere e potersi dotare di conseguenza degli strumenti più idonei per decidere se e come impegnarsi per impedire un disastro che avrà conseguenze sicuramente letali per le loro attività.

Sul territorio di Fara verranno costruiti circa 14 km di ferrovia di cui soltanto il 30% su rilevato o trincea. Verranno scavate oltre 5 km di gallerie e realizzati circa 4 km di viadotti. Ci saranno anche gallerie artificiali, in sostanza nuove colline destinate a modificare il paesaggio e il microclima, per oltre 1 km.

I viadotti saranno ben 13, di cui 3 giganteschi, lunghi tra i 500 e i 700 metri di lunghezza, con altezze tra i 30 e i 40 metri, visibili da decine di chilometri. Altri 8 saranno lunghi tra i 100 e i 300 metri, di pari altezze e disseminati per tutto il percorso, alternati alle gallerie.

I piloni dei viadotti avranno una sezione di oltre 5 metri e saranno in totale 156. Ciascun pilone appoggerà su una base di cemento sotterranea di circa 10 metri di lato e 4 di altezza e con fondamenta tra i 40 e i 50 metri.

È certo che le 156 perforazioni per le fondamenta dei piloni e i 5 km di gallerie scavate devieranno una gran parte delle falde acquifere, creando un dissesto idrogeologico senza eguali nella storia del territorio della provincia di Rieti, riducendo in secca pozzi, ruscelli e sorgenti in tutto il territorio del Comune di Fara in Sabina.

Il tutto senza calcolare i riflessi sanitari e viari legati all’apertura dei tantissimi cantieri previsti e all’attività delle cave e delle discariche – di cui una ubicata proprio sotto l’Abbazia di Farfa – con emissioni di polveri sottili e agenti inquinanti per oltre un decennio, oltre a un traffico incessante di mezzi pesanti su vie normalmente utilizzate per il traffico comunale e turistico.

Questi sono solo alcuni dati di un’opera sciagurata, che è destinata – ci preme sottolinearlo – a non raggiungere il capoluogo Rieti, e che non è quindi affatto di pubblica utilità, rispondendo evidentemente a interessi privati legati alle lobby politico-affaristiche del cemento, delle perforazioni e delle speculazioni edilizie.

Nonostante tutto ciò l’unico ad aver avuto il coraggio di bocciare questo tracciato in Conferenza dei Servizi è stato il sindaco di Fara in Sabina Tersilio Leggio, che in quella sede ha anche annunciato un ricorso al TAR da parte del Comune, che si affiancherebbe così a quello che stanno preparando da mesi i cittadini attraverso il Comitato Nuovo Tracciato.

Sono ormai diverse centinaia le firme dei cittadini che si uniscono per il ricorso al TAR, a cui si sono aggiunte negli ultimi giorni le adesioni di importanti associazioni, cooperative, aziende agricole e imprese legate al territorio.

Fara in Sabina 7 marzo 2006

IL COMITATO NUOVO TRACCIATO
www.ferroviarietipassocorese.paolocampanelli.com